Oggi è una giornata di quelle che profumano di storia e di comunità: abbiamo infatti acceso la grà di Moghegno. Erano presenti diversi curiosi, alcuni turisti svizzero tedeschi giunti a apposta per assistere all’evento, oltre a un’equipe televisiva di TF1 (Francia) e addirittura una blogger Finlandese! Proprio durante questo momento così significativo e intriso di tradizione, una coppia ci ha fatto una sorpresa bellissima, donandoci un magnifico cartellone didattico conservato in uno stato impeccabile.
Un dono speciale per la grà di Moghegno
Si tratta di una vera e propria gemma della nostra memoria scolastica e culturale. Il manifesto fa parte del celebre catalogo dello Schweizerischer Schulwandbilderwerk (l’opera dei cartelloni didattici svizzeri), pubblicato dal 1936 al 1995. La stampa specifica è la n. 170, ideata dall’artista Emilio Beretta nel 1973 e stampata e distribuita ufficialmente nel 1976 dalla Schweizerischer Lehrerinnen- und Lehrerverein (Associazione svizzera delle insegnanti e degli insegnanti) in collaborazione con la casa editrice Ernst Ingold & Co. di Herzogenbuchsee.

Intitolata Kastanienkultur (Châtaigneraie / Castagneti / Chestnut Forest), l’opera descrive perfettamente l’economia tradizionale della Svizzera italiana — in particolare del Ticino e delle valli grigionesi come la Val Bregaglia — dove il castagno era soprannominato “l’albero del pane”. Per secoli, infatti, le castagne non sono state una semplice prelibatezza autunnale, ma la principale fonte di sostentamento e sopravvivenza per le popolazioni alpine durante i lunghi inverni.
Rappresentazione sul cartellone didattico
L’opera illustra con grande maestria tre fasi cruciali di questa antica filiera rurale:
- La Raccolta a Terra: Le donne e i contadini, ritratti con abiti tradizionali, raccolgono i frutti maturi caduti sul tappeto di foglie. I ricci spinosi venivano aperti battendoli con bastoni o schiacciandoli con scarponi pesanti.
- Il Trasporto e la Lavorazione: Il momento della cernita e del trasporto delle castagne raccolte verso i luoghi di essiccazione.
- La Vita attorno alla Grà: Il fumo lento che sale e il calore della comunità riunita attorno al fuoco durante la cura della grà.
Guardare quest’opera significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, riscoprendo le nostre radici. C’è un momento preciso, verso la fine di settembre, in cui il bosco cambia voce e il verde brillante dell’estate cede il passo alle sfumature calde del rame, dell’ambra e dell’oro. Nei pendii assolati delle nostre valli, tra i giganti secolari che da generazioni vegliano sui villaggi, si ripete un rito antico e silenzioso: la caduta dei ricci.
Nel lavoro di Beretta si avverte tutta la materia di questa tradizione: la forza del legno, rugoso e paziente, che racconta il trascorrere delle stagioni; la forma del frutto, custodita nel suo guscio spinoso; e i colori dell’autunno, che richiamano le passeggiate tra le foglie secche e il profumo inconfondibile delle caldarroste.
Intanto la grà la füma…
Ringraziamo di cuore i donatori per questo gesto generoso: un pezzo d’anima del nostro territorio che continua a unire le generazioni e che saremo felici di custodire, raccontare, vivere e far vivere. In questo senso anche oggi, con il primo tocco delle campane di mezzogiorno, il fuoco è ritornato ad animare la grà di Moghegno.



Sono stati caricati 285 Kg di castagne, in buona parte raccolte da 2 classi dei Ronchini di Aurigeno, 3 classi di Minusio e 3 di Bellinzona, unitamente a pochi privati.
